“Mettete a frutto i doni di Dio, cioè la forza, l’intelligenza, il coraggio, l’entusiasmo, la voglia di vivere, perchĂ©, dipende da voi alimentare la speranza. La via del bene ha un nome: “Amore”.
Nell’amore, solo nell’amore autentico, si trova la chiave di ogni speranza, perché l’amore ha la sua radice in Dio. Voi, della Chiesa siete il volto giovane, non fate mancare il vostro contributo,perché il Vangelo che essa proclama possa propagarsi dappertutto. Siate apostoli dei vostri coetanei!”. Così ci diceva il Santo Padre, sabato 14 giugno. Eravamo migliaia di giovani, un insieme variegato di canti, di emozioni, di attese, di sorrisi…
Il Papa ha desiderato tanto l’incontro con noi, speranza della Chiesa, proprio perché il campo delle nostre emozioni può essere fertile terreno dove la gioia, l’allegria, le ansie, i desideri e quanto altro c’è nelle nostre riserve interiori si trasformino in feritoie per le quali passa la forza dello Spirito, l’amore del Padre.Noi c’eravamo a Brindisi da battezzati, da Figli, da fratelli, e il Signore che conosce e scruta i cuori deve aver provato una gioia immensa nel vederci tutti riuniti nel Suo nome. Il Papa ci ha invitati continuamente e in diversi modi ad amare e ad essere “apostoli dei nostri coetanei”, restando uniti a Cristo, perché dove c’è Cristo, lì c’è tutto il centro e in Lui è possibile compiere grandi cose.
A Brindisi, abbiamo visto come la fede unisce, l’amicizia crea una compagnia di persone in cammino. Tutto questo ha una fonte, quella fonte che continuamente il nostro giovane inquieto cuore cerca e a cui anela: il Dio della vita e della gioia.







