Dal 12 al 16 maggio, noi postulanti e il maestro abbiamo preso parte ad una esperienza interprovinciale con i postulanti delle tre provincie campane : Napoli, Salerno e Benevento. Un itinerario spirituale-vocazionale alla scoperta delle radici della vocazione di Francesco d’Assisi.
Ci siamo ritrovati come prima tappa a Fontecolombo, nella valle reatina, dove abbiamo incontrato i postulanti di Salerno con il maestro fra Domenico e i postulanti di Benevento con il vice maestro fra Lorenzo. I postulanti di Napoli con il maestro fra Carlo ci hanno raggiunti solo a sera. Qui a Fontecolombo abbiamo incontrato i novizi della provincia di Foggia, Gianni, Roberto e Maurizio, già conosciuti l’anno scorso durante una giornata passata insieme.
Con Roberto che ha fatto da “Cicerone” abbiamo dato inizio al nostro cammino insieme.
GRECCIO: l’incarnazione.
Da Fontecolombo ci siamo spostati a Greccio, dove, dopo la visita abbiamo celebrato insieme l’Eucarestia, che ha suggellato il nostro incontro rendendoci Chiesa viva, parte di una sola famiglia.
Da Greccio il nostro viaggio ci ha condotti a Santa Maria degli Angeli, presso le Angeline dove abbiamo pernottato per tutta la settimana.
PORZIUNCOLA: il perdono.
L’itinerario vocazionale ci ha condotti alla Porziuncola, luogo privilegiato, culla del nostro ordine, dove Francesco ha dato inizio alla sua storia con Dio e dove vi ritornerà sempre durante la sua vita, chiedendo addirittura il privilegio del “Perdono” e chiedendo ai frati di non lasciare mai questo luogo “veramente santo e abitazione di Dio”.
La nostra visita iniziava sempre con una breve introduzione storica e architettonica da parte di fra Domenico, poi la lettura di un passo delle fonti e infine una preghiera finale sempre tratta dalle fonti. In ogni luogo poi veniva lasciato un margine di tempo per poter riflettere sul proprio cammino alla luce di alcune provocazione che ci venivano docilmente offerte: sono capace di perdonare e di essere portatore di pace?
LA BASILICA DI SAN FRANCESCO: “Mio Dio, Mio Tutto”.
Dopo la visita artistica alla basilica ognuno ha avuto la possibilità di sostare in silenzio alla tomba del nostro Padre San Francesco chiedendosi: attorno a quale tesoro sto costruendo la mia vita?
LA BASILICA DI SANTA CHIARA: le sorelle.
“E poi aggiunse: e tu Signore, sii benedetto chè mi hai creata”. Non possiamo considerare Francesco senza Chiara, né Chiara senza Francesco; così eccoci a benedire insieme il Signore per il dono delle sorelle povere che per noi e con noi pregano: “Dov’è pazienza ed umiltà, ivi non è ira né turbamento”. (FF 177)
SAN DAMIANO: la vocazione.
Eccoci giunti nel cuore della vocazione di Francesco, sì, perché San Damiano è uno dei luoghi più sacri alla memoria dei primordi francescani. Qui avviene quell’incontro con il Crocifisso che gli cambia la vita e che gli apre il cuore a quella preghiera tanto semplice quanto profonda e vera:“Altissimo glorioso Dio, illumina le tenebre dl cuore mio…”
E qui ancora una volta siamo invitati a riflettere….Francesco entra in una Chiesa….ascolta e scopre la sua vocazione. Tu puoi dire di essere in ascolto del Signore che continuamente chiama?
LE CARCERI: la preghiera.
Eccoci giunti in uno dei posti più belli dell’itinerario francescano, luogo di solitudine e di preghiera, testimonianza eloquente della vita di intensa preghiera vissuta da San Francesco e dai suoi primi compagni. Il silenzio, la natura, il rivedere la cella di san Francesco e di alcuni suoi primi compagni, sono stati l’occasione per interrogarsi a fondo sulla preghiera, sul senso della vita, sul posto che Dio occupa nella nostra vita, su ciò che gli altri si aspettano da noi.
LA VERNA: passione, morte e resurrezione.
Qui Francesco intorno alla esaltazione della Croce del 1224 (14 settembre), ricevette le Sacre Stimmate: gli furono impressi anche nel corpo i segni della passione del Signore. Mistero grande e profondo, culmine di un itinerario spirituale che lo porta ad una totale conformazione a Cristo, suo amato.
Qui abbiamo la possibilità di partecipare alla processione che ogni giorno si svolge dal santuario alla cappella delle stimmate, qui ancora una volta siamo chiamati a riflettere e a chiederci: Cristo è risorto! Credo in questo mistero?
Questa esperienza, quasi al termine di questi due anni di cammino, ci ha portati a rivedere e riconsiderare la nostra vocazione, la nostra storia con Dio, alla luce dell’esperienza di Francesco, il poverello, del quale indegnamente vogliamo seguirne le orme. Quando fratelli che condividono lo stesso progetto di vita si incontrano è sempre una ricchezza per tutti. Il confronto, la preghiera, i pranzi e le cene, le passeggiate, ci hanno dato modo di arricchirci di Dio, sì, perché ogni uomo ne è riflesso, e in ogni esperienza di vita c’è quel “Signore” che ogni giorno invochiamo e che ogni giorno cerchiamo.







